Investire nel cambiamento
Progetti di ricerca, cattedre, corsi e master, aule multimediali, borse di studio per dottorandi, strumentazioni di laboratorio, contratti per ricercatori, strumenti diagnostici e chirurgici, reparti. Sono solo alcuni esempi concreti di ciò che potremo finanziare grazie alla donazione di 15 mila, 30 mila, 50 mila, 100 mila euro o più della tua azienda o fondazione.
La donazione non ha un valore esclusivamente filantropico: porta in sé i concetti di reciprocità, investimento e cambiamento. Effettuando una donazione all’Università Campus Bio-Medico di Roma contribuisci alla trasformazione positiva della comunità in cui vivi attraverso il lavoro quotidiano di chi si impegna in prima linea nella ricerca scientifica, nell’assistenza sanitaria e nella formazione universitaria.
Una donazione è importante, il sostegno continuo è indispensabile
Se scegli di donare in modo continuativo, sarà come averti al nostro fianco giorno dopo giorno. Potremo contare su risorse preziose per pianificare al meglio le nostre attività, garantendo così ai progetti di formazione, ricerca e assistenza clinica la possibilità di un miglioramento costante e continuo nel tempo.
Come donare
Scegli tra le diverse modalità di donazione nel box grigio qui sotto e specifica nella causale la destinazione della tua donazione.
Se desideri ricevere una lettera di ringraziamento e/o materiale informativo, inserisci nella causale il tuo indirizzo postale completo.
Ricorda che l’importo donato fruisce dei benefici fiscali previsti dalla legge: conserva la ricevuta postale, bancaria o l’estratto conto.
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Migliora la comunità in cui vivi
100 guanti in lattice o 1000 puntali per micro pipette, 1000 provette, 100 camici monouso, 200 mascherine sterili, 1 micro pipetta a volume variabile e 1 bilancia tecnica. Sono alcuni esempi concreti di ciò che potremo acquistare grazie alla tua donazione di 20, 50, 75, 100, 150 o 250 euro.
La donazione non ha un valore esclusivamente filantropico: porta in sé i concetti di reciprocità, investimento e cambiamento. Effettuando una donazione all’Università Campus Bio-Medico di Roma, contribuisci alla trasformazione positiva della comunità in cui vivi, attraverso il lavoro quotidiano di chi si impegna in prima linea nella ricerca scientifica, nell’assistenza sanitaria e nella formazione universitaria.
Una donazione è importante, il sostegno continuo è indispensabile
Se scegli di donare in modo continuativo, sarà come averti al nostro fianco giorno dopo giorno. Potremo contare su risorse preziose per pianificare al meglio le nostre attività, garantendo così ai progetti di formazione, ricerca e assistenza clinica la possibilità di un miglioramento costante e continuo nel tempo.
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Tornare alla normalità dopo un ictus
L’ictus in Italia colpisce una persona ogni tre minuti. È la terza causa di morte e la prima di disabilità per la popolazione adulta. Dopo un ictus la riabilitazione neuromotoria permette di ottenere importanti miglioramenti, ma spesso il recupero è incompleto. Per questo la ricerca sull’ictus è fondamentale.
Stimolazione nervosa non invasiva, robot e realtà virtuale
Da anni la nostra ricerca sull’ictus è impegnata in campo neurologico, fisiatrico e bio-ingegneristico a sviluppare approcci innovativi per il recupero funzionale a seguito dell’ictus.
“Partendo da studi sulle tecniche di stimolazione nervosa non invasiva, come quella cerebrale elettromagnetica e quella vagale transcutanea, stiamo mettendo a punto protocolli innovativi per potenziare le capacità di recupero del cervello umano dopo un ictus”. È il prof. Vincenzo Di Lazzaro, Primario di Neurologia, a spiegare lo stato di avanzamento della ricerca, che prevede tra l’altro – accanto alla stimolazione nervosa non invasiva – l’ausilio di sistemi robotici e dispositivi connessi alla realtà virtuale.
Facilitare il recupero post ictus
In particolare, i protocolli innovativi messi a punto dai nostri ricercatori partono da studi iniziali molto promettenti e puntano a caratterizzare da un punto di vista funzionale il danno cerebrale conseguente all’ictus, individuando le strutture sopravvissute e potenziandone la funzione.
L’obiettivo è migliorare le performance motorie e il recupero dell’autonomia nella quotidianità, per consentire un più adeguato reinserimento sociale e familiare del paziente.
L’impegno dei nostri ricercatori contro le patologie della terza età
Ictus, mal di schiena, ischemia cerebrale, Parkinson, Alzheimer. Le patologie legate all’avanzare degli anni sono numerose e possono danneggiare la qualità della vita in modo anche grave.
Migliorare la qualità della vita degli anziani è un impegno prioritario dei nostri ricercatori. Uno sforzo trasversale che vede in prima linea le Unità di Ricerca di Neurologia, Ortopedia e Traumatologia, Medicina fisica e riabilitativa, Robotica biomedica e Biomicrosistemi.
La scoperta dei meccanismi all’origine dell’Alzheimer
“Secondo un nostro studio, già confermato da una sperimentazione su pazienti svolta dall’Università di Sheffield, l’origine del morbo dell’Alzheimer non risiede nella parte del cervello legata alla memoria, ma in quella deputata all’umore. La scoperta ha fatto ben presto il giro del mondo, aprendo una nuova frontiera per la cura. Ora siamo impegnati a valutare l’efficacia della musica nella lotta contro il morbo”.
Prof. Marcello D’Amelio,
Responsabile Unità di Ricerca di Neuroscienze molecolari
Un laboratorio per prevenire le cadute
“Grazie a un laboratorio per la valutazione della deambulazione e a un ambulatorio e una palestra dedicati alla valutazione e al trattamento del rischio di caduta e al training per l’equilibrio, stiamo sviluppando due progetti di ricerca volti al miglioramento delle difficoltà del cammino e alla prevenzione delle cadute nella popolazione anziana”.
Prof.ssa Silvia Sterzi,
Primario di Medicina fisica e riabilitazione
Stimolazione nervosa per il recupero post ictus
“L’ictus è una patologia molto frequente e rappresenta la prima causa di disabilità per la popolazione adulta. Partendo da studi sulle tecniche di stimolazione nervosa non invasiva di recente introduzione – come la stimolazione cerebrale elettromagnetica e la stimolazione vagale transcutanea – stiamo mettendo a punto protocolli innovativi per potenziare le capacità di recupero del cervello umano dopo un ictus”.
Prof. Vincenzo Di Lazzaro,
Primario di Neurologia
Cellule staminali contro il mal di schiena
“La terapia con le cellule staminali dell’adulto ha mostrato di essere efficace su modelli sperimentali. I nuovi studi in programma hanno quindi l’obiettivo di traslare il trattamento rigenerativo sull’uomo, per prevenire l’insorgenza delle evoluzioni più gravi della patologia del mal di schiena nell’anziano”.
Prof. Vincenzo Denaro,
Primario Emerito di Ortopedia e Traumatologia
Anche quest’anno l’Associazione Amici dell’Università Campus Bio-Medico di Roma Onlus organizza una serie di incontri all’insegna della buona cucina, del cake design e delle decorazioni manuali.
Il primo appuntamento, proposto in occasione della festa delle donne, si terrà presso la Scuola di Cucina di Anna Moroni, che delizierà con le sue famose Frivolezze.
Pergamene solidali, una scelta di cuore
Ogni ricorrenza importante merita di essere celebrata con un gesto che lasci il segno. Per questo l’Università Campus Bio-Medico di Roma ti offre la possibilità di scegliere le pergamene solidali a sostegno dei progetti di ricerca e di didattica della nostra struttura.
Potrai personalizzare un’elegante pergamena solidale, scegliendo il colore più adatto alla tua occasione.
Trasforma il tuo momento da ricordare in un atto di solidarietà, un aiuto concreto per la ricerca scientifica e la formazione universitaria.
Offerta libera
Il tuo dono cambia il futuro
Con un lascito solidale decidi a chi destinare il tuo patrimonio o parte di esso, sempre salvaguardando i diritti dei legittimi eredi, compiendo un gesto di grande solidarietà, nel segno dell’altruismo e della responsabilità sociale. La tua scelta può diventare qualcosa di molto importante: un atto di amore e di fiducia nei confronti della società.
Lasci un segno tangibile del tuo impegno come esempio per i tuoi cari e a favore delle nuove generazioni, un aiuto concreto verso chi sceglie ogni giorno di mettere la propria vita al servizio degli altri, per costruire insieme un futuro migliore.
Cos’è un lascito solidale
Un lascito solidale può essere di vario tipo:
- una donazione testamentaria, cioè una somma di denaro, azioni, fondi d’investimento; beni mobili come un’opera d’arte, un gioiello o anche un arredo; beni immobili come un appartamento, un terreno, un edificio – senza ledere la parte del patrimonio riservata agli eredi legittimi
- una polizza vita
- in assenza di eredi legittimari, puoi anche destinare il valore del TFR.
Cambia il futuro, sostieni l’Università Campus Bio-Medico
Attraverso un lascito solidale a favore dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, aiuti le nuove generazioni a costruire un futuro migliore, in particolare attraverso la formazione clinica e la ricerca sanitaria.
Grazie alla tua scelta, potremo ad esempio finanziare un progetto di ricerca, una cattedra universitaria per la formazione dei giovani medici, un’apparecchiatura sanitaria.
Come fare un lascito solidale
Disporre un lascito solidale è molto semplice. Basta indicare l’Università Campus Bio-Medico di Roma come beneficiaria della donazione testamentaria, del TFR o della polizza vita, e il suo codice fiscale 97087620585
In caso di intestazione di una polizza vita, puoi comunicare questi dati sia all’atto della sua sottoscrizione sia successivamente all’agenzia di assicurazione. Ti invitiamo sempre ad informarci.
Tutto quello che devi sapere sui lasciti solidali
Hai dubbi sulle donazioni testamentarie? Con il patrocinio e la collaborazione del Consiglio Nazionale del Notariato, rispondiamo qui sotto alle domande più frequenti.
Perché fare testamento?
Il testamento è lo strumento più efficace per fare in modo che le proprie volontà vengano comunicate nella loro autenticità e al momento opportuno e, soprattutto, fatte rispettare attraverso la destinazione dei beni ai soggetti indicati dal testatore. In caso di mancanza di testamento, il patrimonio ereditario verrà ripartito per legge (artt. 565-586 cc.) tra gli “eredi legittimi” (coniuge, discendenti legittimi e naturali, ascendenti, fratelli e sorelle, parenti fino al sesto grado), con precedenza del parente più prossimo ed esclusione dei parenti più remoti. In casi di totale assenza di eredi, il patrimonio passerà interamente allo Stato Italiano.
Perché è importante lasciare una donazione testamentaria all’Università Campus Bio-Medico?
L’intero valore donato potrà essere utilizzato per le finalità indicate dal testatore, nel caso abbia fornito precise indicazioni, o comunque sarà messo a frutto per garantire un futuro migliore alle future generazioni, oltre che ai propri cari.
Posso scegliere liberamente la destinazione del mio lascito solidale?
Il testatore può decidere di destinare all’Università Campus Bio-Medico un lascito per:
- fini istituzionali, quindi per il progresso nell’ambito della formazione, della ricerca e dell’assistenza
- una specifica finalità, scegliendo un’area d’intervento tra formazione, ricerca o assistenza e quindi, all’interno dell’area prescelta, precisando ulteriormente un progetto specifico (ad es. patologia, linea di ricerca, reparto, attrezzatura e macchinari, borse formative ecc.).
Quali beni posso lasciare all’Università Campus Bio-Medico?
Il testatore può decidere di destinare qualsiasi tipo di bene all’Ateneo: somme di denaro, beni immobili, beni mobili, titoli, azioni, fondi di investimento, una polizza vita, il TFR – Trattamento di Fine Rapporto lavorativo. Anche il più piccolo lascito ha un grande valore.
Come verranno impiegati i beni che lascio all’Università Campus Bio-Medico?
I beni lasciati all’Ateneo potranno essere convertiti in denaro – il cui ricavato andrà a finanziare attività e progetti concreti per la ricerca, la cura e lo studio per la salute di tutti – oppure sarà utilizzato per le finalità indicate dal testatore, nel caso abbia fornito precise indicazioni. L’ente beneficiario si riserva comunque di segnalare al testatore le priorità di intervento istituzionali, senza tuttavia orientarne in modo vincolante le scelte relative al lascito.
Chi non può essere escluso dalla successione?
Gli eredi legittimari: coniugi, figli legittimi o naturali o i loro discendenti, genitori o, in mancanza, nonni o avi. A questi individui la legge destina una quota prestabilita (“quota indisponibile” o legittima) di cui il testatore non può disporre.
Avendo parenti diretti è possibile destinare una parte della propria eredità ad altre persone?
La quota rimanente (“quota disponibile”) è liberamente disponibile dal testatore, che può destinarla a una persona o Ente che gli è stato particolarmente vicino.
Ho già fatto testamento, ma vorrei includere l’Università Campus Bio-Medico tra i beneficiari. Come posso fare?
Il testamento può essere modificato o revocato in qualunque momento. Se la modifica è di piccola entità, sarà sufficiente aggiungere una postilla (“codicillo”) a mano in calce al proprio testamento, specificando la ragione sociale e il codice fiscale dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e l’entità del lascito. Diversamente sarà opportuno scrivere un nuovo testamento.
Chi è l’esecutore testamentario?
È il soggetto scelto dal testatore con il compito di fare in modo che venga rispettata la sua volontà. Può essere un erede come un soggetto estraneo all’eredità. La nomina di un esecutore testamentario non è obbligatoria, ma consigliata in caso di particolare complessità.
Per fare testamento è necessario recarsi dal notaio?
La presenza del notaio è necessaria solo nel caso in cui il testatore voglia redigere un testamento pubblico. In ogni caso è consigliabile affidarsi a un notaio che offra una consulenza qualificata sulla redazione del testo e conservi con cura il documento.
È vero che i lasciti a favore dell’Università Campus Bio-Medico sono totalmente esenti da tassazione?
La legge prevede che non siano soggetti all’imposta di successione o di donazione, né a imposta ipotecaria e catastale. Il loro valore viene quindi interamente utilizzato a sostegno delle attività e dei progetti dell’Università Campus Bio-Medico.
Sarà garantita la mia privacy?
Se il testatore lo desidera, verrà garantita l’assoluta riservatezza dei suoi dati.
Cambia il futuro
Noi ci mettiamo il cuore. Tu mettici la firma
Immagina un mondo dove ogni giorno una nuova scoperta migliora la nostra vita.
I nostri ricercatori lavorano con passione e dedizione proprio per questo, per ideare e sviluppare soluzioni innovative che trasformino il nostro futuro.
La ricerca scientifica è il cuore della nostra missione. Ad oggi, la nostra comunità scientifica ha depositato 40 brevetti che si tradurranno concretamente in avanzamenti scientifici a disposizione di tutti.
I nostri ricercatori lavorano con passione ogni giorno per trovare nuove cure per la nostra salute.
Anche tu puoi sostenerli, basta una firma.
Destina il tuo 5×1000 per la Ricerca: c.f. 97087620585
Non ti costa nulla: il 5×1000 non è una donazione, bensì una quota di imposta cui lo Stato rinuncia per sostenere gli enti impegnati nel campo della Ricerca scientifica e dell’Università.
Non è un’alternativa all’8×1000 e al 2×1000: puoi esprimere tutte e tre le scelte di destinazione negli appositi riquadri.
Anche se non devi presentare la dichiarazione dei redditi – ovvero se hai solo il modello CU che ti è stato fornito dal datore di lavoro o dall’ente erogatore della pensione – puoi destinare il 5×1000.
Calcola il tuo 5×1000
Basta una firma
Grazie alle 14.254 persone che nella Dichiarazione dei Redditi 2023 hanno scelto di sostenerci, investiremo 758.360,30 euro nei nostri progetti di ricerca scientifica. Un aiuto fondamentale per lo sforzo trasversale delle nostre Unità di Ricerca.
Destinare il 5×1000 al Campus Bio-Medico è davvero semplice. Clicca su una delle due opzioni e segui le indicazioni.
- Devo presentare la dichiarazione dei redditi
- presenta il modello 730 ordinario o precompilato entro il 30 settembre 2025 oppure il modello redditi (ex modello persone fisiche) entro il 30 giugno 2025 in forma cartacea per tramite di un ufficio postale o entro il 30 settembre 2025 per via telematica attraverso un intermediario abilitato alla trasmissione dei dati
- firma nel riquadro “Finanziamento agli Enti di Ricerca scientifica e dell’Università” dell’apposita scheda per il 5×1000
- indica il codice fiscale dell’Università Campus Bio-Medico di Roma: 97087620585.
- Non devo presentare la dichiarazione dei redditi
- firma nel riquadro “Finanziamento agli Enti di Ricerca scientifica e dell’Università” della scheda integrativa per il 5×1000 contenuta nel CU fornito dal tuo datore di lavoro o dall’ente erogatore della pensione
- indica il codice fiscale dell’Università Campus Bio-Medico di Roma: 97087620585
- inseriscila in busta chiusa e scrivici sopra nome, cognome, codice fiscale e “Scelta per la destinazione del 5 per mille dell’IRPEF”
- consegnala entro il 16 marzo 2025 (oppure entro il 31 ottobre 2025 per le CU contenenti esclusivamente redditi esenti o non dichiarabili mediante la dichiarazione dei redditi precompilata) a un ufficio postale (servizio gratuito), a un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (professionista, Caf, ecc.) o attraverso i servizi telematici dell’Agenzia.
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Una scelta per il tuo domani a partire da oggi
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Un orologio da polso che, in pochi secondi, consenta la diagnosi di Parkinson. Il dispositivo, già brevettato, costerà poche decine di euro ed è stato messo a punto da un giovane neurologo UCBM, nell’ambito di una collaborazione tra l’Unità di ricerca di Neurologia, Neurofisiologia e Neurobiologia e il Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Oxford. Presto a disposizione dei neurologi e degli ambulatori dei medici di famiglia, il test dura appena 10 secondi e permette di rilevare se il paziente è affetto da malattia di Parkinson o se il tremolio delle sue mani è diagnosticabile come tremore essenziale, patologia che al contrario non presenta un’evoluzione progressiva e che richiede un diverso trattamento.
Un indice diagnostico non invasivo per il Parkinson
I risultati relativi all’applicazione dello strumento, altamente innovativo, sono stati da poco pubblicati sulla rivista Brain e presentati al congresso internazionale su Parkinson e disturbi del movimento in corso a Vancouver, dove il primo autore della ricerca e co-titolare del brevetto, il neurologo UCBM Lazzaro Di Biase, è stato insignito del premio ‘giovani ricercatori’. Ha spiegato lo specialista: “Da molti anni i neurologi tentavano di arrivare a ciò che abbiamo scoperto: un indice diagnostico non invasivo della malattia di Parkinson con un’accuratezza vicina al 92 per cento”. Il dato degli studi effettuati, in effetti, è di gran lunga migliore rispetto all’80 per cento raggiunto dalla diagnosi clinica, come pure in confronto ai risultati della SPECT cerebrale, esame diagnostico che utilizza peraltro raggi dannosi per la salute, oltre ad essere presente in pochi centri ospedalieri e con liste d’attesa lunghe e costi elevati.
Coinvolti i massimi esperti mondiali
Il ‘segreto’ dello speciale orologio – che ha ricevuto anche il riconoscimento dell’Accademia Italiana Malattia di Parkinson e Disordini del Movimento come miglior comunicazione orale e il premio Giovani Ricercatori della Società Italiana di Neurofisiologia – sta nel particolare algoritmo brevettato dagli scienziati e capace di predire in modo automatico la diagnosi del paziente, partendo dall’analisi del tremore. Attualmente infatti, sottolinea il ricercatore, “l’errore diagnostico è pari a circa il 40 per cento nei casi di tremore essenziale e al 20 per cento nel Parkinson”. Percentuali che salgono per i neurologi non esperti. Una delle forze del progetto sta inoltre nella vastità e varietà del campione analizzato, entrambe possibili grazie al coinvolgimento dei massimi esperti mondiali di tremore, che hanno fornito i dati dei loro pazienti per testare e validare l’algoritmo.
Verso un indice di accuratezza del 99%
Per il futuro, i ricercatori puntano ora a raggiungere un indice di accuratezza del 99%: “I risultati ottenuti con il nostro strumento – afferma il suo inventore – andranno testati sui dati di pazienti di cui sono disponibili anche gli esiti delle autopsie cerebrali, perché la diagnosi di certezza sul Parkinson ad oggi è possibile solo verificando la riduzione delle cellule che producono dopamina nella sostanza nera del mesencefalo”. Intanto, il sistema permetterà anche di evitare ritardi nella diagnosi, attualmente molto frequenti.