Ricerca sulle neoplasie polmonari

Prevenire il tumore al polmone analizzando il respiro

In Italia, l’incidenza del tumore del polmone è di oltre 38 mila casi l’anno per gli uomini e di più di 8 mila per le donne. Si tratta di una delle neoplasie più subdole, perché difficilmente si manifesta nei primi stadi. Nel 76% dei casi, la diagnosi viene effettuata quando il paziente presenta già i sintomi della malattia: tosse, perdite di sangue con i colpi di tosse, difficoltà respiratorie, dolore al torace.

Negli ultimi decenni si sono tentate diverse strade per la diagnosi precoce, come l’esame dell’espettorato o la comune radiografia del torace, ma con scarso successo. Da qualche anno sono disponibili nuovi strumenti di diagnostica per immagini in grado di visualizzare tumori di dimensioni millimetriche, come la TC spirale, ma ancora non basta.

Un sistema innovativo, economico e non invasivo

Un progetto pilota del nostro Ateneo ha dimostrato l’efficacia di un innovativo sistema di misurazione delle caratteristiche del respiro per diagnosticare il tumore al polmone.

Questo permetterebbe in particolare di sottoporre a esame fasce di popolazione finora escluse dallo screening preventivo: grazie alla totale innocuità del test, che non utilizza l’emissione di radiazioni, sarebbero esaminabili infatti non più solo i grandi fumatori sopra i 55 anni, ma anche i fumatori sporadici e, soprattutto, i giovani. Un sistema diagnostico peraltro più economico e meno invasivo della TC, e che già permette di ridurre il numero di falsi positivi.

I risultati ottenuti su cento soggetti a rischio over 55 hanno identificato correttamente la neoplasia nell’86% dei casi e hanno valutato correttamente i soggetti sani nel 95%, con appena il 5% di falsi positivi: “Un tasso decisamente minore rispetto al 36% della nostra casistica con TC a basso dosaggio di radiazioni”, sottolinea il dott. Pierfilippo Crucitti, responsabile dell’UOS di Chirurgia Toracica del nostro Policlinico Universitario.

Guarda il video

Pneumopipe, la “pipa” che cattura il respiro

Le rilevazioni dello studio sono state effettuate grazie a una catena di misurazione in grado di ‘afferrare’, acquisire, immagazzinare e conservare il respiro. Un progetto che è il frutto del lavoro dell’équipe di Elettronica per Sistemi Sensoriali del nostro Ateneo.

Spiega il prof. Giorgio Pennazza, docente di Elettronica: “Abbiamo utilizzato il dispositivo Pneumopipe, una sorta di grande pipa da noi sviluppata e brevettata, in grado di catturare le particelle organiche volatili (VOCs) del respiro umano. Il paziente può respirarvi all’interno senza sforzo per circa tre minuti, riempiendo una cartuccia delle dimensioni di una penna a sfera e in grado di incamerare e conservare l’esalato specifico di ciascun soggetto”.

Bionote, lo strumento che esamina il respiro

La valutazione dei campioni di esalato è stata quindi effettuata mediante Bionote, strumento capace, attraverso speciali filtri, di esaminare nel dettaglio le caratteristiche dei composti volatili costituitivi del respiro dei pazienti. L’accoppiata tecnologica Pneumopipe-Bionote potrebbe quindi costituire il futuro della diagnosi precoce del tumore del polmone.

Cento casi sono ancora troppo pochi per mettere in discussione l’efficacia dell’attuale standard diagnostico, ma i risultati della ricerca sono più che incoraggianti, tanto che – per confermare i dati finora raccolti e pubblicati sull’European Journal of Cardio-Thoracic Surgery – è già in corso una seconda sperimentazione su un numero più significativo di pazienti.

Diagnosticare il tumore fin dalle primissime fasi

È questa la sfida: identificare un numero sempre maggiore di pazienti con cancro nelle primissime fasi. In questi casi infatti, un intervento chirurgico di rimozione della parte di polmone interessata dal tumore e dei linfonodi circostanti consente, in genere, di ottenere la completa guarigione. Grazie alla chirurgia mininvasiva, inoltre, il paziente dopo pochi giorni di degenza può tornare a casa e riprendere velocemente le attività quotidiane. Non è neanche necessario che si sottoponga a cicli di radio o chemioterapia.

Resta in contatto