Presidente della Società Italiana di Chirurgia Vertebrale, il prof. Vincenzo Denaro, Primario Emerito dell’Unità Operativa Complessa di Ortopedia e Traumatologia del nostro Policlinico Universitario, è stato il primo in Italia a eseguire un intervento di stabilizzazione vertebrale con placche e viti.

“Era il 31 ottobre 1979 – racconta – ero rientrato in Italia dopo due anni trascorsi a Parigi come allievo del prof. Roy-Camille. Lui è il pioniere degli interventi di stabilizzazione della colonna, il primo ad aver messo a punto una tecnica per cui le vertebre possono essere operate e quindi contenute completamente attraverso l’inserimento di viti nelle vertebre stesse”.

Approccio etico e formazione polispecialistica

Le patologie legate alla colonna vertebrale sono di quattro tipi: traumatiche (dovute a fratture), neoplastiche (derivate da tumori), degenerative della colonna (ernia al disco, scivolamento vertebrale, deformità, scoliosi) e deformità post traumatiche. Gli interventi di stabilizzazione della colonna sono molto complessi e richiedono l’intervento di più specialisti.

Ogni anno presso il nostro Policlinico Universitario si effettuano circa 120 interventi alla colonna, di cui 70 di stabilizzazione. La loro riuscita è il prodotto di un accurato atto chirurgico e di un lavoro d’équipe multidisciplinare. Si può garantire infatti un buon risultato solo attraverso la collaborazione tra l’ortopedico e specialisti di diverse aree, che accompagnano il paziente prima, durante e dopo l’intervento così da ottenere un quadro clinico completo ed esaustivo.

“La collaborazione – conclude Denaro – è fondamentale per il successo dell’intervento, così come un approccio etico e una formazione polispecialistica”. Sono questi i principi messi in pratica per curare ogni paziente.

“Dopo l’intervento mi sento una nuova persona, con vent’anni in meno. Il dolore permanente di schiena, spalle e collo, così come quelli di testa (frequentissimi da più di 16 anni) sono spariti” è la testimonianza di una paziente che arriva da Gerusalemme.

 

Dona ora per la ricerca sulla colonna vertebrale

Due settimane di workcamp in Camerun, ospiti del piccolo ospedale delle Suore della carità di S. Giovanna Antida. Il prof. Marco Caricato, lo specializzando Luca Improta, l’anestesista Ferdinando Longo e l’infermiere Fabrizio Burgio sono stati accolti a circa 800 chilometri da Yaoundè, la capitale, nell’ospedale SJAT di Gala Gala.

Un centro nuovo, inaugurato nell’aprile 2016 e “attrezzato meglio di quanto si possa in genere trovare in Africa”. Un ospedale con un blocco operatorio funzionante, due ginecologi e un infermiere di anestesia che, spiega suor Maria Grazia, direttore generale dell’ospedale, “non negano le cure a nessuno: aiuti e donazioni sono ancora fondamentali, nell’attesa che la struttura possa raggiungere l’indipendenza economica”.

Due settimane di lavoro a Gala Gala

Il racconto del team comincia purtroppo con la morte di Sylvie, giovane donna per la cui vita tanto è stato fatto, ma invano: “La riportiamo in stanza, dai suoi cari, la guardiamo spegnersi. Il morale è a terra, la rabbia tanta e la sofferenza dei familiari è lacerante. A cena, tutti insieme riflettiamo su come riuscire a cambiare qualcosa. Il lavoro appare immenso, i mezzi miseri, ma la forza di chi è qui da sempre riesce a riaccendere una speranza. Arriviamo alla conclusione che l’unica soluzione possibile per costruire qualcosa di duraturo è garantire mezzi e formazione costanti, senza avere fretta di raccoglierne i frutti”.

Per questo, nelle due settimane di permanenza in Camerun non sono mancati consigli di tecnica chirurgica, approfondimenti sull’uso del defibrillatore, spiegazioni e presentazioni rivolte al personale locale. Concludono i partecipanti: “È stato un arrivederci tra amici: questo progetto deve andare avanti”.

Acqua, zucchero a velo e miele sono i principali ingredienti della pasta di zucchero, l’impasto commestibile che, sapientemente plasmato con mani e utensili specifici, abbellisce torte e dolci attraverso decorazioni colorate e creative. E proprio questa particolare ricetta, resa celebre dai talent televisivi dedicati alla pasticceria, è stata alla base del corso di cake design proposto presso il Polo Hotel dall’Associazione Amici dell’Università Campus Bio-Medico di Roma Onlus. Cinque lezioni amatoriali cui le partecipanti hanno potuto iscriversi versando un donativo destinato alla prevenzione e diagnosi precoce del tumore al seno nelle giovani donne.

Regalati il futuro, questo nello specifico il progetto di screening gratuiti (visita senologica, mammografia ed ecografia) sostenuto dal corso e realizzato in collaborazione con l’Unità Operativa di Senologia del nostro Policlinico Universitario.

Acqua e zucchero per salvare la vita

Una ricetta vincente, poiché proprio grazie a quest’iniziativa una giovane donna ha scoperto in tempo di essere colpita dal carcinoma mammario, dando così ai medici la possibilità di intervenire salvandole la vita. Una vicenda a lieto fine che, senza l’invito ad accedere gratuitamente a questo tipo di controllo, si sarebbe purtroppo potuta concludere anche in modo drammatico. La conferma che basta davvero poco per salvare una vita. Giusto un po’ di acqua e zucchero.

Prosegue il progetto di musicoterapia, iniziativa che ogni quarto giovedì del mese porta la musica tra i pazienti e il personale medico del nostro Policlinico Universitario. A suonare sarà stavolta Valter Dadone, diplomato in corno al Conservatorio di Torino e specializzato in musicoterapia.

Prosegue il progetto di musicoterapia, iniziativa che ogni quarto giovedì del mese porta la musica tra i pazienti e il personale medico del nostro Policlinico Universitario. A suonare sarà stavolta il quartetto di sassofoni Hall Saxophone Quartet.

Protagonista del terzo appuntamento del 2018 con la musica nel nostro Policlinico Universitario sarà il trio d’archi formato da Ruggiero Sfregola, Ilona Balint e Francesco Di Donna.

Con questo appuntamento prosegue il progetto di musicoterapia che ogni quarto giovedì del mese allieta i pazienti e il personale medico.

L’Associazione Amici dell’Università Campus Bio-Medico di Roma Onlus organizza la quarta edizione del Corso di formazione per volontari del Policlinico Universitario. Gli incontri, a cadenza settimanale, forniscono competenze di base a chiunque desideri diventare un volontario del  nostro Policlinico Universitario.

I temi trattati vanno dall’impatto psicologico della malattia a nozioni di primo soccorso, dagli stati emotivi del volontario alla cura del malato nelle ultime fasi della vita, dall’empatia alla comunicazione efficace.

L’iscrizione al corso può essere effettuata al termine del primo incontro, il 4 aprile 2018. La segreteria comunicherà quindi agli interessati l’avvenuta iscrizione. La quota di iscrizione è di 50 euro.

Per informazioni: volontari@unicampus.it.

Prosegue il progetto di musicoterapia, iniziativa che ogni quarto giovedì del mese porta la musica tra i pazienti e il personale medico del Policlinico Universitario. Protagonista stavolta il violoncello di Giacomo Menna.

Rendere omaggio a una persona cara

Fare una donazione in memoria di una persona cara significa renderle omaggio con un gesto che si sostituisce o si aggiunge ai classici fiori. Permette di mantenerne vivo il ricordo, abbinando il suo nome al sostegno di un progetto di ricerca, formazione o assistenza sanitaria.

La donazione in memoria può essere una scelta personale oppure condivisa con tutti coloro che erano vicini alla persona scomparsa, magari attraverso una raccolta fondi tra amici e conoscenti. I familiari possono riportare nei necrologi la frase “Non fiori, ma donazioni a favore dell’Università Campus Bio-Medico di Roma” oppure “Non fiori, ma donazioni a favore della Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico“.

È possibile fare una donazione in memoria in diverse occasioni: nel momento della scomparsa della persona cara, per celebrarne l’anniversario oppure per dedicarle un pensiero in una ricorrenza speciale o in una data particolarmente significativa per il defunto.

La donazione in memoria può avvenire tramite bonifico bancario, bonifico postale, carta di credito o PayPal, bollettino postale.

Da parte nostra, se disponibili i dati anagrafici, sarà inviata una lettera di ringraziamento o un’e-mail alla famiglia della persona scomparsa, per raccontare in quale concreto gesto d’amore si sono trasformate le donazioni.

 

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100 guanti in lattice o 1000 puntali per micro pipette, 1000 provette, 100 camici monouso, 200 mascherine sterili, 1 micro pipetta a volume variabile e 1 bilancia tecnica. Sono alcuni esempi concreti di ciò che potremo acquistare grazie alla tua donazione di 20, 50, 75, 100, 150 o 250 euro.

La donazione non ha un valore esclusivamente filantropico: porta in sé i concetti di reciprocità, investimento e cambiamento. Effettuando una donazione all’Università Campus Bio-Medico di Roma o alla Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, contribuisci alla trasformazione positiva della comunità in cui vivi, attraverso il lavoro quotidiano di chi si impegna in prima linea nella ricerca scientifica, nell’assistenza sanitaria e nella formazione universitaria.

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