“Ho perso mio padre quando ero piccola e lui nemmeno quarantenne. Il cancro ha sconvolto la vita di tutta la mia famiglia. Per questo, quando mi hanno chiesto di prendere parte all’evento, non ho esitato nemmeno un attimo”. Ilaria Tarquini, ancora giovanissima, è una degli otto professionisti che giovedì 23 maggio, all’interno dell’Accademia L’Oréal a Roma, hanno donato il proprio tempo e le proprie competenze a favore delle pazienti oncologiche. Una piega contro il cancro al seno: questa l’idea alla base dell’evento solidale che – secondo le partecipanti – “ha saputo coinvolgere e sensibilizzare su un tema serio in modo però leggero”.
Innamorata di vita, progetto dei Rotary e Rotaract Club di Roma
Egizia Staff, Federico Faragalli, Orazio Anelli, Monica Marchetti, Revolution, Riggi e Riggi, Saccucci Masterclass, Vasco e Roby. Questi i saloni del mondo L’Oréal e Kerastase che hanno aderito all’iniziativa Innamorata di vita, promossa a due passi da piazza di Spagna dai Rotary Club Roma Giulio Cesare, Roma Appia Antica, Roma Tevere e Roma Sud Est, insieme ai Rotaract Club degli studenti dell’Università Luiss Guido Carli, Roma Olgiata Tevere e Palatino, in collaborazione con l’Associazione Amici dell’Università Campus Bio-Medico di Roma Onlus.
Un pomeriggio che rientra in un progetto più ampio dedicato alla prevenzione e alla lotta contro il tumore al seno, con una particolare attenzione al diritto alla bellezza delle pazienti oncologiche. Protagonisti quindi i capelli e la loro cura, grazie alla generosità dei professionisti L’Oréal e Kerastase che hanno pettinato una cinquantina di donne partecipanti all’iniziativa.
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Un gesto di solidarietà a favore delle pazienti oncologiche
I fondi raccolti grazie alle pieghe solidali sosterranno ora la Banca della parrucca, per offrire parrucche e copricapo alle donne in difficoltà economica; garantiranno screening gratuiti di prevenzione del tumore al seno, presso l’Unità Operativa di Senologia del nostro Policlinico Universitario; contribuiranno a coprire i costi del test Prosigna, in Italia non ancora rimborsabile dal Servizio Sanitario Nazionale.
Quello che solitamente è per eccellenza un momento di ricerca del proprio benessere personale si è trasformato così – anche solo per qualche ora – in un gesto di generosità capace di custodire la bellezza di altre donne.
Un pomeriggio insieme ai parrucchieri professionisti del mondo L’Oréal e Kérastase per sostenere il progetto Innamorata di vita. Con un donativo di 15 euro, la tua piega contribuirà all’acquisto di parrucche e kit di screening per attività gratuite di prevenzione del tumore al seno.
Per informazioni e prenotazioni, scrivi a questo indirizzo e attendi l’e-mail di conferma.
Le vibrazioni dell’anima il titolo, La carezza della Parola e la profondità del Suono il sottotitolo. Con queste parole è descritta la serata musicale proposta a sostegno delle attività di musicoterapia del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, promossa dalla Direzione clinica e dal progetto Musica in Campo.
La serata-concerto vedrà protagonista Pippo Franco insieme ai commenti musicali di Stefano Scartocci e Giovanni Imparato.
Prenotazioni al numero +39 351 8910078.
Un convegno sul passato, presente e futuro del primo e unico centro senologico multidisciplinare della Palestina, nato grazie alla collaborazione tra l’Agenzia Italiana della cooperazione allo sviluppo, Elis Ong e l’Università Campus Bio-Medico di Roma.
Il Rotaract Club degli Studenti dell’Università LGC, in interclub con il Rotary Club Roma Giulio Cesare, il Rotary Club Roma Tevere e il Rotaract Club Roma Olgiata Tevere, propone la presentazione del libro Un giudice ragazzino di Salvatore Renna, romanzo grafico ispirato alla figura del giudice Rosario Livatino.
Interverranno la dott.ssa Beatrice Covassi, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea; l’avv. Pietro Sabella, Dottore di Ricerca in Diritto ed Impressa dell’Università Luiss Guido Carli; Salvatore Renna, autore del libro.
In occasione dell’evento verrà allestito un banchetto per la raccolta di parrucche, cappelli e foulard a favore del progetto Innamorata di vita.
Ingresso 10 euro, parzialmente destinati al progetto Innamorata di vita.
Prenotazioni entro il 19 marzo scrivendo all’indirizzo [email protected].
Musica e musicoterapia in ospedale – Nuove prospettive interdisciplinari per l’assistenza, la formazione e l’aggiornamento è il titolo delle due giornate del nuovo corso ECM pensato dal nostro Ateneo.
La giornata del 1° marzo è pensata per un massimo di 30 musicoterapisti, mentre quella del 2 marzo è destinata a tutte le figure professionali sanitarie, specializzandi, studenti dei Conservatori e dei corsi di formazione in Musicoterapia, musicisti e volontari, fino a un massimo di 100 partecipanti.
La quota di iscrizione è di 20 euro a giornata (30 euro per chi partecipa a entrambe le giornate).
Iscriviti entro il 26 febbraio inviando un’email all’indirizzo [email protected].
Musica in campo è il titolo del momento musicale proposto da Giusi Ledda e Maria Teresa Palermo (flauto) insieme a Patrizia Zenga (voce narrante) a sostegno dei nostri progetti di musicoterapia. Per l’occasione, dopo l’introduzione a cura della prof.ssa Rossana Alloni, direttore clinico del nostro Policlinico Universitario, le tre artiste daranno vita a Il flauto magico di Mozart.
L’ingresso è libero, è gradita la prenotazione: +39 06 5034233.
Lo stato naturale, questo il titolo del concerto proposto da Stefano Scartocci (pianoforte) e Giovanni Imparato (voce e percussioni) a sostegno dei progetti di musicoterapia del nostro Policlinico Universitario.
L’ingresso è libero.
Orizzonti trasversali, questo il titolo del concerto proposto da Alfredo Rizzi (pianoforte) ed Enzo Grimaldi (fisarmonica). La serata sarà preceduta da una breve presentazione del progetto di musicoterapia del nostro Policlinico Universitario, a cura della musicista e musicoterapista Maria Teresa Palermo, per sensibilizzare il pubblico riguardo le potenzialità della musica nell’approccio integrato alle cure cliniche tradizionali.
Nel corso dell’evento interverrà anche il poeta Maurizio Filippelli, che leggerà alcune sue liriche.
Dato il limitato numero di posti, per partecipare alla serata è consigliabile prenotarsi: tel. +39 06 6879419 – dalle ore 16 in poi, cell. +39 333 8568464, [email protected].
È la prima Breast Unit in tutta la Palestina, e parla italiano. È stata presentata a Beit Jala (Betlemme) domenica 9 dicembre e potrà seguire almeno 150 pazienti l’anno, pari a circa il 40 per cento di tutti i casi di tumore al seno del Paese.
Il primo e unico centro senologico multidisciplinare palestinese è nato grazie alla collaborazione tra l’Ufficio di Gerusalemme dell’AICS – Agenzia Italiana della cooperazione allo sviluppo, Elis Ong – che ha elaborato il progetto – e l’Università Campus Bio-Medico di Roma, che ha fornito i suoi medici e l’esperienza della Breast Unit attiva presso il proprio Policlinico Universitario. Grazie a loro, la senologia palestinese è ora al livello delle Breast Unit europee, volute dall’UE sin dal 2003.
300 screening diagnostici in due mesi
Il progetto, pensato insieme al Ministero della Sanità del governo palestinese, ha previsto la formazione di professionisti locali attraverso training sia in loco che a Roma, presso il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico. “Abbiamo aderito molto volentieri a questo progetto – ha dichiarato Davide Lottieri, vicepresidente di UCBM. “Da tanti anni stiamo costruendo legami con altri Paesi e con strutture universitarie in tutto il mondo per arricchire i nostri studenti e cooperare insieme agli altri”.
Il reparto dell’ospedale di Beit Jala, recentemente ristrutturato e adattato, può contare oggi su un ecografo, un mammografo con tomosintesi e sistemi informatici. Grazie ad essi, l’equipe multidisciplinare formata da oncologi, senologi, chirurghi plastici e infermieri ha già effettuato 300 screening diagnostici nei primi due mesi di attività. 26 le donne che hanno scoperto di avere un cancro al seno in fase precoce: per loro la Breast Unit è intervenuta tempestivamente, facendo al tempo stesso risparmiare alla sanità palestinese l’equivalente di oltre 200 mila dollari per le sole indagini diagnostiche.
Solo un primo passo a favore delle donne palestinesi
Prima dell’apertura di questa Unità, le donne palestinesi che desideravano effettuare screening oncologici dovevano aspettare da 4 a 6 mesi, ovvero un lasso di tempo in cui le condizioni di salute possono aggravarsi seriamente. Erano costrette a recarsi in Giordania o in Israele, con trasferte che potevano durare anche mesi.
“È stato un percorso scientifico e umano molto ricco, che ha permesso di colmare un vuoto molto importante nella sanità palestinese – spiega Vittorio Altomare, responsabile della Breast Unit romana e direttore scientifico del progetto. “I medici e gli infermieri palestinesi hanno accolto con entusiasmo l’impostazione multidisciplinare delle Breast Unit europee. Noi continueremo a esser loro vicini per accrescere questo patrimonio e portare il loro tasso di guarigione ai livelli delle donne europee. Nei prossimi mesi infatti apriremo un reparto di ricovero dedicato alle donne, daremo il via all’utilizzo della tecnica a ultrasuoni intraoperatoria per la chirurgia oncoplastica, acquisiremo una nuova tecnica per l’individuazione del linfonodo sentinella. Insieme daremo vita a uno studio scientifico e infine, nel marzo 2019, terremo il secondo convegno congiunto italo-palestinese presso la sede di UCBM”.
“La Breast Unit ha portato un grande cambiamento nel nostro Paese – ha spiegato Nida Khalil, tecnica di radiologia e operatrice della Breast Unit di Beit Jala. “Appena una donna sospetta un problema al seno, noi oggi possiamo effettuare una biopsia, conoscere lo stadio della malattia e sapere come curarla. Sono andata personalmente nei mercati e per le strade e ho invitato le donne a utilizzare il nostro centro per fare prevenzione e curarsi”.