Un calendario con i disegni dei Piccoli Artisti di Manageritalia, per dire che la solidarietà è importante 365 giorni l’anno. Giunto quest’anno alla sedicesima edizione, ha voluto sostenere stavolta l’impegno della nostra Unità Operativa di Chirurgia plastica e ricostruttiva, contribuendo in particolare all’acquisto di un dermatoscopio ad alta risoluzione (High Definition Dermoscopy) per la diagnosi precoce dei melanomi, i tumori maligni della pelle.
Protagonisti del progetto, promosso da Manageritalia a favore dell’Associazione Amici dell’Università Campus Bio-Medico di Roma Onlus, i figli “under 10” degli associati di Manageritalia Lazio, Abruzzo, Molise, Sardegna e Umbria.
Sono infatti proprio i loro disegni, realizzati a tema libero con diverse tecniche, ad accompagnare le pagine del calendario da tavolo. Premiati lo scorso 23 novembre 2019 a Roma, hanno permesso di destinare 3.230 euro all’acquisto del dermatoscopio, ora attivo presso il nostro Policlinico Universitario grazie a questo e ad altri donativi.
Dona ora contro i melanomi
Una donazione di 45 mila euro a sostegno della ricerca sull’autismo promossa dal nostro Ateneo. Bricofer, l’azienda italiana leader nel settore del fai da te, aveva scelto di proporre ancora una volta ai suoi clienti di donare 1 euro alla cassa per i nostri progetti di ricerca. Ora, grazie a questa iniziativa di responsabilità sociale, i fondi raccolti dal 1° dicembre 2017 al 6 gennaio 2018 sostengono la ricerca per la diagnosi precoce e una terapia sempre più mirata.
Un progetto che garantirà terapie più mirate
I fondi raccolti da Bricofer finanzieranno in particolare un progetto specifico che, lungo l’arco di tre anni, trasferirà progressivamente le conoscenze acquisite dai ricercatori dai modelli sperimentali alla realtà del paziente. L’obiettivo finale? Giungere a una terapia sesso-mirata, perché gli uomini possono rispondere ai farmaci in maniera differente rispetto alle donne, e viceversa. Sapere a priori che un uomo o una donna ha una specifica variante genica, offre quindi l’opportunità di essere più mirati nelle terapie.
Il progetto – guidato dal prof. Marcello D’Amelio, docente di Neuroscienze Molecolari – prevede la copertura dei costi del contratto di una persona dedicata, di una piccola attrezzatura per la biologia molecolare e dei reagenti necessari alla sperimentazione di laboratorio.
L’impegno di Bricofer dal 2012
Bricofer sostiene i nostri progetti di ricerca sull’autismo dal 2012. Le sue donazioni in questi anni hanno finanziato il lavoro di giovani borsisti e ricercatori e contribuito all’acquisto di strumentazioni di laboratorio fondamentali per scoprire la causa genetica dell’autismo.
3.905 biglietti venduti. Grazie alla generosità di molti, la lotteria solidale promossa dalla Biomedical University Foundation e dall’Associazione Amici dell’Università Campus Bio-Medico di Roma Onlus ha permesso di raccogliere 19.555 euro per il nostro nuovo Pronto Soccorso, progetto fondamentale per il territorio che sarà inaugurato tra pochissimi mesi.
La lotteria solidale metteva in palio una Vespa elettrica color grigio argento e con profilo azzurro elettrico donata da Piaggio. “Una Vespa che guarda al futuro puntando sulla tecnologia, sull’unicità e sul rispetto dell’ambiente, proprio come il Pronto Soccorso UCBM”, come sottolineato dall’on. Matteo Colaninno, Vice Presidente del Gruppo Piaggio, nel corso della cerimonia di consegna.
Un impegno che non finisce qui
Esposta nella hall del nostro Policlinico Universitario, la Vespa elettrica è stata assegnata al proprio vincitore mercoledì 15 gennaio, attraverso un’estrazione a sorte. A risultare vincitore il numero 05610.
Congratulazioni al vincitore e grazie di cuore a quanti ci hanno garantito il proprio sostegno!
Intanto l’impegno per il Pronto Soccorso prosegue.
Noi siamo pronti ad accoglierti, tu sei pronto a sostenerci?
Dona ora
Ridare il tatto a chi è stato amputato
La perdita di una mano in seguito a un evento traumatico è un danno devastante subìto ogni anno da circa 4 mila persone in Italia. Un drastico cambiamento che impatta non solo sull’ambito lavorativo, ma anche sulla sfera personale, limitando fortemente le capacità di compiere attività quotidiane e di interagire con le persone.
Per questo il nostro ateneo è da sempre in prima linea nella neuroprotesica, con un’attenzione particolare al tema del recupero delle capacità sensoriali, grazie all’utilizzo di interfacce neurali.
LifeHand, la prima protesi controllata dal pensiero
Nel 2008, per la prima volta un paziente è riuscito a muovere un arto bionico attraverso la propria mente. LifeHand, questo il nome della prima protesi capace di rispondere agli impulsi cerebrali, è stata il risultato di un progetto finanziato dall’Unione Europea, con il coordinamento dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Proprio nel nostro policlinico universitario sono stati impiantati nel braccio di Pierpaolo Petruzziello i quattro elettrodi che gli hanno permesso di controllare la mano robotica durante il mese di sperimentazioni.
LifeHand 2, la prima mano bionica che ‘sente’ gli oggetti
LifeHand 2, la prima mano bionica indossabile che restituisce all’amputato sensazioni tattili, è stata sperimentata nel 2014 dai nostri medici e bioingegneri insieme all’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’IRCSS San Raffaele di Roma, la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, l’Ecole Polytechnique Federale di Losanna e l’Istituto IMTEK dell’Università di Friburgo.
PPR2, con Inail per restituire le sensazioni propriocettive
Risale sempre al 2014 la partnership tra il nostro ateneo e Inail, l’Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro. Obiettivo, lo sviluppo di una nuova mano bionica impiantabile basata sull’utilizzo di interfacce neurali, per restituire ai pazienti amputati anche sensazioni propriocettive, ovvero la capacità di riconoscere la posizione del corpo nello spazio.
Il sistema protesico è stato quindi ottimizzato dal 2017 al 2019 attraverso l’introduzione di componenti fortemente miniaturizzate, stabili e biocompatibili, per migliorare concretamente la quotidianità dei pazienti.
Sensibilia, il futuro è realtà
L’ultimo passo in avanti si chiama Sensibilia. Una mano bionica che, impiantata in modo sperimentale nel 2019 su Clara, amputata 30 anni prima in seguito a un incidente domestico, ha dimostrato che è possibile compiere con destrezza movimenti anche complessi.
Al termine del progetto, realizzato dal nostro ateneo insieme al Centro Protesi Inail, Clara ha ricevuto una mano bionica simile a quelle della sperimentazione.
Reshape, per mani bioniche percepite come proprie
Ma se il presente si chiama Sensibilia, il futuro è Reshape. Il progetto del dott. Di Pino, laureato in Medicina e Chirurgia, dottorato in Ingegneria Biomedica e specializzato in Neurologia nel nostro ateneo, coniuga Neuroscienze, Ingegneria Biomedica e Clinica Neurologica per permettere agli amputati di non sentirsi più tali, grazie a una mano bionica percepita come propria. La sua idea – passare dal concetto di protesi (dal greco, artefatto, qualcosa di esterno) a quello di endotesi (qualcosa che faccia parte del corpo) – ha convinto nel 2015 a Bruxelles oltre trenta top scientists, tra i quali alcuni Nobel, e ha vinto quindi il prestigioso bando europeo ERC-Starting Grant.
“Il problema – spiega il ricercatore – è che le protesi di oggi sono il frutto dell’evoluzione della robotica industriale e rimangono un corpo estraneo. Il mio desiderio è allora quello di concepire una protesi con cui il soggetto non debba suonarci il piano, ma sentirsi completo durante una serata di gala. E questo è possibile solo partendo dalle sensazioni e dai processi cerebrali umani”.
WiFi-MyoHand, RGM5 e 3DAID
Nella primavera 2021, in collaborazione con il Centro Protesi Inail di Budrio e con la partecipazione della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, il nostro ateneo ha avviato tre nuovi progetti nel campo delle protesi bioniche di arto superiore. WiFi-MyoHand svilupperà una nuova protesi bionica con ritorno sensoriale grazie a un sistema di stimolazione neurale completamente impiantabile e wireless. RGM5 individuerà nuove procedure di chirurgia bionica per l’adattamento del corpo dell’amputato alle protesi più innovative e restituirà la propriocezione. 3DAID realizzerà protesi e ortesi di mano innovative e low-cost grazie all’utilizzo di tecniche avanzate di prototipazione rapida con stampa 3D.
10 mila biglietti in vendita a 5 euro. È questa la prima iniziativa che chiama a raccolta quanti hanno a cuore la realizzazione del Pronto Soccorso del nostro Policlinico Universitario, un progetto fondamentale per il territorio che sarà ultimato nei primi mesi del 2020.
La lotteria solidale, promossa dalla Biomedical University Foundation e dall’Associazione Amici dell’Università Campus Bio-Medico di Roma Onlus, mette in palio una Vespa elettrica color grigio argento e con profilo azzurro elettrico. La Vespa, donata da Piaggio e attualmente esposta nella hall del nostro Policlinico Universitario, sarà assegnata a un vincitore con estrazione a sorte il 16 novembre 2019 NUOVA DATA ESTRAZIONE: 15 GENNAIO 2020.
Come partecipare alla lotteria
Partecipare all’estrazione è molto semplice. Basta acquistare uno o più biglietti in vendita al desk dell’Associazione Amici dell’Università Campus Bio-Medico di Roma Onlus presso il nostro Policlinico Universitario oppure attraverso i volontari dell’associazione stessa.
Il ricavato della vendita dei biglietti sarà interamente devoluto a sostegno del nascente DEA (Dipartimento di Emergenza e Accettazione) di I livello.
Leggi la scheda tecnica della Vespa
Reshaping skills and knowledge through lifelong learning. Questo il sottotitolo dell’evento pensato dal nostro Ateneo per tutte le aziende interessate al tema della Tech Revolution.
Il meeting si aprirà con un aperitivo, subito dopo la registrazione degli ospiti. Al centro dell’evento sarà tuttavia un tavolo di discussione con referenti aziendali di diversa provenienza. Al termine dell’impact speech, infine, la presentazione del piano di sviluppo triennale del nostro Ateneo e del catalogo formativo della Facoltà dipartimentale di Ingegneria.
Per info: [email protected]
Una scoperta storica sull’origine del morbo d’Alzheimer
Una scoperta che ha fatto subito il giro del mondo, aprendo nuove frontiere per la cura del morbo d’Alzheimer. Secondo lo studio coordinato dal prof. Marcello D’Amelio e dalla sua Unità di Ricerca di Neuroscienze molecolari, l’origine dell’Alzheimer non risiede nella parte del cervello legata alla memoria, ma in quella deputata all’umore. Una tesi già confermata da una sperimentazione su pazienti svolta dall’Università di Sheffield, in Inghilterra, e che ora, pubblicato su Nature Communications, è uno degli studi più citati nella comunità scientifica internazionale.
Alla ricerca di una cura per l’Alzheimer
Raramente i risultati della ricerca di laboratorio raggiungono rapidamente l’applicazione clinica sul paziente. Non è questo il caso della scoperta del prof. D’Amelio e della sua équipe di ricerca, che potrebbe cambiare presto la vita di chi soffre di questa patologia neurodegenerativa – la più comune forma di demenza – per la quale per ora non esiste cura efficace.
Aprile 2017 – Il team UCBM scopre l’origine dell’Alzheimer
Il team del prof. D’Amelio scopre che l’Area Tegmentale Ventrale (VTA) – un’area del cervello che regola diverse funzioni quali ad esempio quella della gratificazione – va incontro a degenerazione molto prima che si formino le caratteristiche placche di beta-amiloide nelle aree del cervello storicamente associate alla malattia.
Marzo 2018 – Uno studio inglese su pazienti conferma la scoperta
Uno studio dell’Università di Sheffield (Inghilterra) dimostra con tecniche di risonanza magnetica nucleare che la VTA è effettivamente coinvolta nelle fasi precoci di malattia di Alzheimer. È la prima conferma sull’uomo. Il prof. D’Amelio la commenta in un editoriale sul Journal of Alzheimer’s Disease, rivista su cui è pubblicato il lavoro prodotto dal gruppo inglese.
Settembre 2018 – Uno studio italiano aggiunge nuovi dettagli
Uno studio tutto italiano, sotto la spinta del prof. D’Amelio, aggiunge ulteriori dettagli sul coinvolgimento della VTA in pazienti a diverso grado di sviluppo di malattia e che presentano alterazioni delle funzioni non-cognitive (ad esempio apatia, disturbi del sonno e dell’appetito).
Maggio 2018 – Iniziano le ricerche per la sperimentazione di nuovi farmaci
L’americana Alzheimer’s Association assegna al prof. D’Amelio un finanziamento triennale per ulteriori ricerche finalizzate alla sperimentazione preclinica di farmaci capaci di ridurre o addirittura bloccare la degenerazione della VTA. Le ricerche sono attualmente in corso.
Febbraio 2019 – Una ricerca valuta l’efficacia della musica contro l’Alzheimer
Farmindustria decide di sostenere la ricerca del prof. D’Amelio sponsorizzando uno studio non farmacologico. Poiché è noto che l’ascolto di alcuni tipi di musica funge da potente stimolatore della VTA, lo studio punta a stimolarla proprio in questo modo. La ricerca, attualmente in corso, valuterà l’efficacia della musica nel rallentare la progressione del morbo d’Alzheimer.
Giugno 2021 – Trovata la chiave per la diagnosi precoce
Un nuovo studio promosso dall’IRCCS Santa Lucia insieme ai nostri ricercatori e all’Università di Torino ha individuato nelle lesioni dell’area tegmentale ventrale (VTA) la capacità di predire lo sviluppo dell’Alzheimer, scoprendo così una finestra di intervento di due anni prima che la malattia si manifesti. La scoperta ha aperto nuovi importanti scenari per la diagnosi precoce.
L’impegno dei ricercatori continua
L’impegno quotidiano del prof. D’Amelio e del suo team continua quindi in laboratorio, per offrire presto nuove possibilità di cura a quanti soffrono della malattia di Alzheimer: circa il 5% della popolazione mondiale sopra i 60 anni, 1 milione di persone solo in Italia. Un numero che – dato il continuo invecchiamento della popolazione – potrebbe triplicare nei prossimi 40 anni, con costi sociali ed economici elevatissimi. Al lavoro dei nostri ricercatori è rivolta la speranza di tutti i pazienti e soprattutto dei loro cari.
Dona ora
Sono 14 le borse di studio a copertura totale delle tasse universitarie che saranno erogate a studenti meritevoli iscritti al primo anno dei CdL in Infermieristica e Ingegneria Chimica per lo Sviluppo Sostenibile e dei CdL e CdLM in Scienze dell’Alimentazione e della Nutrizione Umana.
Per ciascuno dei nostri 11 Corsi di Laurea e Corsi di Laurea Magistrale sarà inoltre disponibile una borsa di studio a copertura del 50% delle tasse universitarie. Queste borse di studio, finanziate interamente da UCBM, saranno erogate invece sulla base del merito e del reddito.
Una scelta di impegno e responsabilità
Ma il nostro Ateneo non è solo in questo progetto. Fondazione Cattolica Assicurazioni, Banco BPM, Società LIUNI, UBI Banca e Lottomatica hanno infatti deciso di sostenerci “adottando” i nostri studenti più meritevoli. Grazie alla loro scelta, sarà possibile garantire una formazione di qualità ad alcuni dei nostri giovani più brillanti.
Sostieni il merito
Progetti di educazione alimentare in Tanzania
Sono 7 le studentesse del Corso di Laurea magistrale in Scienze dell’Alimentazione e della Nutrizione umana partite il 13 agosto per il monastero di Mvimwala, in Tanzania. In collaborazione con Golfini Rossi Onlus, stanno monitorando lo stato nutrizionale degli alunni della scuola primaria St. Placidus tramite la raccolta di misurazioni antropometriche, per poi intervenire con progetti di educazione alimentare e sulle norme igieniche e sanitarie di base.
In Perù salute e formazione per le donne dei villaggi
Sarà un progetto di cooperazione tutto al femminile quello che vedrà coinvolte quaranta donne in Perù. A partire dal 21 agosto, nella Valle del Cañete, spazio ad attività sociosanitarie e formative a favore della popolazione locale, in collaborazione con Caritas e Condoray.
Il programma dedicherà particolare attenzione alle donne dei villaggi che, come promotoras, saranno in grado di innescare una catena virtuosa di formazione nel territorio. Gli abitanti impareranno inoltre a produrre sapone allo zolfo, efficace per tenere lontani gli acari, particolarmente aggressivi verso i più piccoli. Il lavoro medico-infermieristico sarà infine rivolto a tutta la popolazione locale, sia negli ambulatori della Caritas sia nelle baraccopoli rurali.
Una mobile clinic in Tanzania
Il 28 settembre, a partire per la Tanzania saranno infine cardiologi, neurologi, ginecologi, chirurghi e personale specialistico del nostro Policlinico Universitario, insieme a 20 studenti di Medicina e Chirurgia del nostro Ateneo. Un totale di 35 persone che assicureranno un’assistenza sanitaria minima di base nei villaggi rurali particolarmente isolati intorno al Monastero di Mvimwa.
Affiancheranno i medici locali in un dispensario, attraverso workcamp sanitari e una mobile clinic, vero e proprio ospedale mobile che porterà salute fin nelle aree più sperdute del Paese. Grazie ad accordi sottoscritti da UCBM con il Governatore del Distretto di NkasiCollaboreranno, per gli interventi chirurgici potranno avvalersi della collaborazione del Regional Hospital di Sumbawanga.
Il progetto non terminerà col ritorno in Italia dei professionisti e degli studenti UCBM. Al contrario, sarà preparatorio per successive missioni in cui, collaborando con i medici locali, si riuscirà a garantire continuità nell’attività clinica e chirurgica.
Sostieni i nostri Progetti di Cooperazione
È Piaggio la prima azienda che ha accettato la sfida del nuovo Pronto Soccorso. Attraverso la donazione di una Vespa elettrica alla Biomedical University Foundation, ha scelto di sostenere la realizzazione del nuovo DEA in modo concreto. In mostra nella hall del Policlinico Universitario, la Vespa sarà infatti protagonista di un’iniziativa di raccolta fondi.
“Una Vespa che guarda al futuro puntando sulla tecnologia, sull’unicità e sul rispetto dell’ambiente, proprio come il Pronto Soccorso UCBM“. Così l’on. Matteo Colaninno, Vice Presidente del Gruppo Piaggio, durante il brindisi che oggi, 4 luglio, ha sancito la sua consegna. Con lui, anche il prof. Raffaele Perrone Donnorso, promotore dell’iniziativa e componente dei vertici UCBM, e il prof. Paolo Arullani, Presidente della Biomedical University Foundation. L’ing. Paolo Sormani, Direttore generale del Policlinico Universitario, ha invece confermato che i lavori per il nuovo Pronto soccorso procedono secondo le tempistiche previste e saranno quindi ultimati nei primi mesi del 2020.
Il dono della Vespa è un primo segnale di partecipazione corale, un promemoria che vuole stimolare la generosità di quanti accetteranno di essere parte di un progetto fondamentale per il territorio.
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