Non una di meno è un evento a sostegno delle iniziative UCBM dedicate alla cura psico-fisica delle pazienti oncologiche:

  • un appuntamento incentrato sulla bellezza femminile, per ricordare che la bellezza non è solo estetica, ma uno stato d’animo che accompagna la donna in tutto il percorso della sua vita
  • una serata tra Amici per promuovere i progetti che aiutano le donne a sentirsi sempre belle, anche nei momenti più difficili
  • un evento in cui professionisti dell’informazione, della moda, dello sport e del benessere si incontrano per sostenere la bellezza femminile nelle sue diverse forme.

Postazione make-up Ripar Cosmetici con demo, sfilata di moda con Maison Luigi Borbone, light dinner a cura dello chef Fabio Campoli. Questi i principali ingredienti della serata, condotta dalla giornalista di Rai1 Carla Lombardi.

L’evento è patrocinato dalla Regione Lazio e da Europa Donna.

Non una di meno

Nell’anniversario della nascita del grande attore, alcuni rappresentanti del mondo dello spettacolo consegneranno il Premio Alberto Sordi alla solidarietà a una persona, una famiglia, una figura professionale, un gruppo di persone che si sono distinte per gesti di solidarietà in favore degli anziani.

L’evento è promosso dalla Fondazione Alberto Sordi, ente sostenitore dell’Università Campus Bio-Medico di Roma che si dedica alla cura e all’assistenza qualificata delle persone anziane, ma anche alla difesa della loro dignità e del loro diritto alla qualità della vita.

Il premio Alberto Sordi alla Solidarietà 2018 darà quindi visibilità e voce a storie sommerse di sostegno alla popolazione anziana, per alimentare un processo virtuoso di autentica umanità.

Prima del conferimento del premio, la Fondazione Alberto Sordi propone un convegno su I servizi territoriali per gli anziani: modelli organizzativi e nuove forme di finanziamento. Prenderanno parte al dibattito i principali attori coinvolti nel sostegno alla popolazione anziana.

Oltre 300 partecipanti guidati dal motto “Nessuno perde, tutti vincono”, 7 chilometri di percorso per le vie del centro di Roma e un obiettivo comune: sensibilizzare sull’importanza dell’attività fisica e di una corretta alimentazione per la prevenzione del tumore al seno. Nonostante fosse solo alla sua prima edizione, Bicinrosa, pedalata solidale promossa dall’Associazione Amici dell’Università Campus Bio-Medico di Roma Onlus, ha registrato un ampio successo di partecipazione.

Proposto domenica 22 ottobre, mese tradizionalmente dedicato alla lotta contro il tumore al seno, l’evento ha altresì contribuito alla ricerca contro questa patologia. I fondi raccolti tramite le singole sottoscrizioni partecipative sono stati devoluti infatti alla Breast Unit del nostro Policlinico Universitario, centro di senologia multidisciplinare che permette alla donna di affrontare l’intero percorso di malattia accompagnata da un team di specialisti dedicati e secondo i più alti standard europei.

Arricchito dalla presenza di due testimonial d’eccezione – la regista Cinzia TH Torrini e il presentatore televisivo Fabrizio Frizzi – il successo di Bicinrosa è stato reso possibile dal supporto di partner istituzionali, organizzativi e tecnici quali la Rappresentanza in Italia della Commissione europea, lo Europe Direct Rome e l’ASD Ciclismo Lazio.

“La vita è come un respiro: un momento, e tutto può cambiare all’improvviso. Adesso sono qui e lo posso raccontare. Voglio gridare al mondo quanto sia importante la prevenzione e dire grazie a un Respiro per la Vita”. La testimonianza di Anna, 61 anni, salva grazie al programma di screening del tumore al polmone condotto dal nostro Policlinico Universitario, ha raggiunto i 1.200 spettatori che al Teatro Sistina di Roma hanno assistito lo scorso 3 maggio allo spettacolo Un Respiro per la Vita.

La testimonianza di Anna non è stata l’unica. Nella sua lettera Lucio, 63 anni, ha ricordato le parole del prof. Pierfilippo Crucitti, responsabile dell’Unità di Chirurgia Toracica, dopo l’intervento: “‘Lei è un uomo fortunato’, mi ha detto. Ho pensato: ‘Ma come? Ho un tumore al polmone e la chiami fortuna?’ Ma aveva ragione. Il tumore era al primo stadio, è stato preso in tempo. Adesso sto bene”.

Tanti volti noti per la diagnosi precoce

A sostenere l’intera serata, organizzata da UCBM in collaborazione con l’Associazione Amici dell’Università Campus Bio-Medico Onlus, tanti ospiti sul palco: accanto a Pippo Baudo e Lorella Cuccarini, che hanno condotto il charity show, Rita Dalla Chiesa, madrina dell’evento, Vittoria Belvedere, Giorgio Borghetti e Maria Grazia Cucinotta, che hanno dato voce alle lettere dei pazienti. E ancora Al Bano, Gigi D’Alessio, Anna Tatangelo, Peppino Di Capri, Gabriella Germani, Edoardo Vianello, Remo Pannain, Opera Pop, la Banda Musicale della Polizia di Stato e i calciatori Kōstas Manolas e Kevin Strootman.

“Nel tumore al polmone – ha ricordato Crucitti – la diagnosi precoce è tutto. Permette la sopravvivenza in circa il 90% dei casi”. Gli hanno fatto eco le parole di Luciana, 57 anni: “Anche un semplice sguardo può essere di grande aiuto per affrontare quell’orribile mostro che è la malattia”.

Come ogni mese, ritorna la possibilità di donare il sangue presso l’autoemoteca posizionata nel piazzale interno dell’Ateneo, tra gli edifici PRABB e Trapezio.

L’Associazione Amici dell’Università Campus Bio-Medico di Roma Onlus organizza la quarta edizione del Corso di formazione per volontari del Policlinico Universitario. Gli incontri, a cadenza settimanale, forniscono competenze di base a chiunque desideri diventare un volontario del  nostro Policlinico Universitario.

I temi trattati vanno dall’impatto psicologico della malattia a nozioni di primo soccorso, dagli stati emotivi del volontario alla cura del malato nelle ultime fasi della vita, dall’empatia alla comunicazione efficace.

L’iscrizione al corso può essere effettuata al termine del primo incontro, il 4 aprile 2018. La segreteria comunicherà quindi agli interessati l’avvenuta iscrizione. La quota di iscrizione è di 50 euro.

Per informazioni: [email protected].

Un convegno internazionale sui nuovi scenari dell’era robotica e dell’automazione, tenuto dai grandi nomi del settore (Stanford, ETH, Singapore, Scuola S. Anna) per far conoscere a tutti i progressi della scienza e della tecnologia a servizio della persona.

Ma anche attività per studenti e docenti delle scuole di ogni ordine e grado: prototipi, dimostrazioni, laboratori interattivi, competizioni nazionali, talk tenuti dagli esperti e dalle aziende partner.

E ancora, contest universitari a cura di Università Campus Bio-Medico di Roma, Sapienza Università di Roma e Università degli Studi di Roma Tor Vergata, per creare prototipi e applicazioni innovative per l’agricoltura sostenibile, gli anziani e la riabilitazione.

Le fasi finali delle competizioni saranno ospitate il 18 aprile dalla sala della Protomoteca in Campidoglio.

Coinvolgere il personale a beneficio della comunità

I programmi di staff involvement sono iniziative di Corporate Community Involvement (CCI) attraverso le quali l’impresa coinvolge i propri dipendenti e collaboratori in uno stretto rapporto con la comunità di riferimento, che a sua volta diventa strategica per gli obiettivi di business.

Più nello specifico, si tratta di azioni che prevedono la partecipazione attiva e concreta del personale di un’impresa a favore di cause di natura sociale, con l’incoraggiamento e il supporto aziendale. Tra le azioni di corporate social responsibility, è quindi quella che maggiormente implica il coinvolgimento dei dipendenti. Per questo, è un’attività strettamente legata all’Area Risorse umane dell’impresa.

Rafforzare il brand e favorire il team building

In che modo un’azienda trae beneficio da un programma di staff involvement? Azioni di questo tipo dimostrano che l’impresa è seriamente consapevole della sua responsabilità sociale condivisa, migliorano la sua immagine istituzionale e contribuiscono a rafforzare la fedeltà al brand. Sviluppano inoltre il lavoro di gruppo tra le varie funzioni e l’impegno dei dipendenti e migliorano l’ambiente lavorativo.

Anche i dipendenti traggono beneficio da azioni di staff involvement. Questi programmi offrono infatti al personale coinvolto la soddisfazione e la motivazione derivanti dal fare qualcosa di utile, oltre a una maggiore consapevolezza delle problematiche della comunità di riferimento. Permettono inoltre ai dipendenti di sviluppare nuove competenze e di arricchire quelle esistenti: spesso le persone coinvolte comprendono di poter fare più di quanto credessero prima.

Sviluppare un programma di staff involvement

Lo sviluppo di programmi di staff involvement deve trovare fondamento su tre principi. Prima di tutto, occorre essere consapevoli del fatto che coinvolgere l’impresa a servizio della comunità locale e impegnare il personale in attività di volontariato contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di business. In secondo luogo, è necessario che questa attività sia trattata come qualsiasi altra funzione di business dell’impresa. La volontà di istituire un programma di questo tipo non è sufficiente: è fondamentale anche supportarlo e promuoverlo. Infine, è importante indirizzare i programmi di staff involvement alla risoluzione di problemi sociali rilevanti per la comunità di riferimento.

 

Attiva un percorso di staff involvement

Anche quest’anno l’Associazione Amici dell’Università Campus Bio-Medico di Roma Onlus organizza una serie di incontri all’insegna della buona cucina, del cake design e delle decorazioni manuali.

Il primo appuntamento, proposto in occasione della festa delle donne, si terrà presso la Scuola di Cucina di Anna Moroni, che delizierà con le sue famose Frivolezze.