Solidarietà, la scelta degli italiani per migliorare il mondo
Più di 4 italiani su 10 pensano che nell’ultimo decennio il mondo sia diventato un posto peggiore in cui vivere e lo stesso vale guardando dentro casa nostra, all’Italia. In questo scenario disincantato, l’impegno civile (ambientale, sociale, culturale) è riconosciuto da una larghissima maggioranza come fattore decisivo nella costruzione di una società migliore, ma gli italiani pensano che per migliorare il mondo serva anche la solidarietà: dando sostegno a una buona causa tramite il lascito solidale (69%) o una generica donazione in denaro (66%). Il 21% del campione, corrispondente a 5.5 milioni di italiani (over 50), ha già previsto un lascito solidale nel suo testamento o è orientato a farlo, mentre aumentano gli indecisi (35% vs 27 nel 2022).
Questo quadro emerge dall’indagine La percezione dei cambiamenti degli ultimi 10 anni e l’orientamento verso le donazioni e i lasciti solidali realizzata da Walden Lab-Eumetra per il Comitato Testamento Solidale – cui aderisce anche l’Università Campus Bio-Medico di Roma – su un campione rappresentativo di italiani di 25+ anni (circa 46,5 milioni, in base ai dati Istat).
Lasciti solidali: cresce la consapevolezza, permangono pregiudizi
La famiglia è la grande protagonista della scelta a favore del lascito solidale: 7 italiani su 10 coinvolgerebbero i parenti più stretti nella scelta (erano il 64% nel 2022) e solo il 16% dichiara che prenderebbe questa decisione da solo. Anche tra chi non pensa di fare un lascito solidale, più che l’egoismo, il deterrente è l’incertezza del futuro: il 32% teme di sottrarre risorse al futuro degli eredi e il 28% è preoccupato per la precarietà lavorativa di figli e nipoti.
“In Italia a fare testamento, rispetto ad altri Paesi del mondo, è una percentuale più ristretta di persone. – dichiara Rossano Bartoli, portavoce del Comitato Testamento Solidale – Eppure qualcosa si muove, stiamo assistendo ad un vero e proprio cambiamento culturale e possiamo dire che la generosità degli italiani non si è fermata neanche davanti agli eventi di questi ultimi 10 anni, nel corso dei quali il Comitato ha accompagnato l’opinione pubblica in un percorso di conoscenza e consapevolezza sullo strumento del lascito solidale, di cui oggi vediamo i frutti”.
Lasciti solidali, i miti da sfatare
In effetti i dati parlano di un aumento della consapevolezza sul lascito: nel 2023 sa cosa siano e ne ha sentito parlare l’82% degli over 50 (vs 79% nel 2022 e 73% nel 2021). Come ricorda Bartoli, c’è ancora da lavorare, però, in questo senso, dal momento che permane qualche pregiudizio da sfatare: si ritiene che potrebbe decidere di fare un lascito chi non ha eredi diretti (51% vs 48 nel 2022) e chi ha grandi patrimoni (43%, dato stabile). Solo il 18% degli over 50 (meno di 1 su 5) pensa che il lascito solidale possa essere fatto da chiunque.
Come ricorda Flavia Fiocchi, consigliere nazionale del Notariato con delega al Notariato per il sociale, “il lascito solidale è uno strumento alla portata di tutti grazie al quale è possibile lasciare una traccia di sé nel futuro, sostenendo i progetti in cui si crede e che definiscono la propria identità. Nel nostro ordinamento, che più di quello anglosassone ha a cuore la tutela dei diritti della famiglia, garantiti dalla legittima, è possibile destinare infatti, attraverso il testamento, una parte, piccola o grande che sia, della quota disponibile del patrimonio a progetti di solidarietà sociale. È un gesto semplice e non vincolante, che può essere ripensato, modificato in qualsiasi momento, senza che vengano in alcun modo lesi i diritti legittimi dei propri cari e familiari. Farlo è semplice e sicuro, ed il notaio è disponibile in ogni momento per orientare il cittadino verso la scelta più consapevole”.
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Trovare nuovi modi per assistere i pazienti
Anche la Puglia sostiene la ricerca scientifica dell’Università Campus Bio-Medico di Roma. Sabato 2 settembre, su iniziativa della dott.ssa Paola Baldassarre Montanaro, Delegata per il territorio di Brindisi dell’Associazione Amici del Campus Bio-Medico di Roma, con la collaborazione della prof.ssa Raffaella Argentieri, Presidente della Fondazione Tonino Di Giulio, e con il patrocinio di Confindustria Brindisi, in 75 si sono ritrovati presso la la Tenuta Lu Spada per una cena di solidarietà a favore della ricerca scientifica in ambito neurologico e psichiatrico.
Le patologie neurologiche – ictus, morbo d’Alzheimer e varie forme di demenza senile, morbo di Parkinson, SLA e altre forme di sclerosi – insieme ai disturbi del comportamento alimentare hanno un impatto del 13% sulla popolazione italiana, non risparmiando nessuna fascia d’età.
All’interno del nostro Ateneo, contribuiscono alla ricerca scientifica su queste problematiche le unità di ricerca dirette dal prof. Vincenzo Di Lazzaro e dalla prof.ssa Laura De Gara, impegnati a trovare nuove vie per garantire una migliore assistenza ai pazienti che ne sono affetti.
Proprio la prof.ssa Laura De Gara, Pro Rettore Vicario dell’Ateneo, Presidente del Corso di laurea magistrale in Scienze dell’alimentazione e della nutrizione umana, è intervenuta nel corso della serata in rappresentanza dell’Università Campus Bio-Medico di Roma insieme al dott. Giuliano Albergo, Responsabile del servizio di Psichiatria presso la Fondazione Policlinico Campus Bio-Medico e promotore delle terapie elettroceutiche.
La serata ha consolidato la collaborazione tra il territorio pugliese e il nostro Ateneo, che fino ad oggi ha visto laurearsi brillantemente 500 studenti provenienti da questa regione.