Uno studio della dottoressa Carla Lintas, biologa del nostro Policlinico Universitario, apre nuovi scenari sui fattori di rischio per il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD).
Condotta in collaborazione con il Translational Genomics Research Institute di Phoenix e con l’Università di Pisa, l’indagine, come spiega Lintas, “dimostra che il gene MTHFR, identificato come fattore di rischio per molte patologie (trombosi, aborti spontanei, malattie coronariche e difetti del tubo neurale), potrebbe costituire un fattore di rischio anche per l’ADHD”.
In particolare, la biologa ha osservato una disregolazione dell’RNA messaggero codificato dal gene MTHFR nelle madri con figli affetti dal disturbo, rispetto alle madri con figli non affetti da questa o altre patologie.
Lo studio è stato condotto su un campione di madri con almeno un figlio affetto da ADHD, uno dei disturbi del neurosviluppo più comuni nella popolazione pediatrica, tanto che si stima interessi un bambino ogni venti.
“Questi risultati preliminari dovranno essere confermati su un campione più ampio”, conclude la biologa. Intanto, però, sono già stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Epigenomics.
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